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Come curare un soggetto affetto da Parvovirus canino

I focolai di Parvovirus canino possono manifestarsi con frequenze diverse a seconda dell’area. Le epidemie di parvovirosi nel cane circoscritte ad un’area possono essere devastanti sia dal punto di vista emotivo che pratico, anche a causa di trattamenti costosi e impegnativi, ma va sottolineato che l’intervento tempestivo e il rapido inizio delle terapie possono migliorare significativamente la prognosi del soggetto infetto

Da CEPPi/l a DHPPi/L: l'importanza della Parvovirosi

Virbac oggi rappresenta a livello mondiale un attore importante nel campo dell’immunologia con più di 30 milioni di dosi di vaccini vendute all’anno in più di 40 paesi.

Quanto è importante l’uso di un detergente nella pulizia delle orecchie del cane e nella gestione a breve e lungo termine dell’otite esterna?

Pur essendo una condizione piuttosto comune, l’otite esterna dei cani può risultare un problema difficile da risolvere. Una volta che al soggetto esaminato è stata diagnosticata questa patologia, la scelta del trattamento da prescrivere sarà la chiave del successo e della completa guarigione. Una preparazione topica antibiotica, antifungina e antinfiammatoria è una soluzione solitamente prescritta.

Come minimizzano il rischio di diabete mellito le proteine

Cosa può e cosa deve mangiare un cane o un gatto diabetico? Prima di trattare la dieta per cane o gatto diabetico analizzeremo la situazione attuale. Nel corso dell’ultimo trentennio, il numero di cani e gatti diabetici è cresciuto costantemente rendendo sempre più importanti studi sull’alimentazione di gatto e cane diabetico. Nel periodo 1960-70, 1 gatto su 1500 era affetto da diabete, mentre oggi è 1 su 250.1 La prevalenza del diabete mellito aumenta anche tra i cani, pur rimanendo a livelli inferiori, allo 0,34%.2

Le caratteristiche dei tumori mammari nel gatto

È stato riportato che i tumori della ghiandola mammaria rappresentano il 17% di tutti i tumori del gatto; queste neoplasie sono maligne in una percentuale compresa tra l’80 e il 96%5,6,8

Cane o gatto obeso: cosa fare e come possono le proteine aiutare a controllare il peso e la condizione fisica?

Anche gli animali possono soffrire di obesità e sovrappeso e molti si domandano quale dieta un gatto o un cane obeso debba seguire o come far sì che il cane o gatto obeso possa dimagrire. L’obesità è la malattia alimentare più frequentemente riscontrata dalla medicina veterinaria tra gli animali da compagnia. È prevalente nelle società occidentali e nei paesi industrializzati, dove gli animali sono considerati “membri della famiglia”. Sondaggi condotti a livello globale hanno elaborato i seguenti dati: il 39-59 % dei cani e il 27-58 % dei gatti sono sovrappeso o obesi .Questa tendenza è cresciuta negli ultimi anni. Spesso, quindi, ci si ritrova a pensare, con un gatto o cane obeso, cosa fare e come agire per portarlo a perdere peso.

Le proteine fanno male a cani e gatti? Sono pericolose per i reni?

È idea comune, spesso condivisa, che le proteine facciano male ai cani o al gatto di casa. Diversi studi hanno dimostrato che i carnivori sono fisiologicamente adatti al consumo di grandi quantità di proteine. Tuttavia, sorgono spesso dubbi circa possibili effetti negativi delle proteine sulla funzionalità renale. Per comprendere tale timore è necessario ripercorrere il panorama storico.

Come diagnosticare e trattare le patologie prostatiche nel cane

Le due tipologie di patologie prostatiche di più frequente riscontro nel cane sono l’aumento di volume della prostata di natura non neoplastica (iperplasia prostatica benigna - IPB) e le forme infiammatorie (prostatite).

Conoscere la sintomatologia delle malattie neonatali

La gestione immediata delle varie manifestazioni, indipendentemente dalla diagnosi eziologica, è essenziale per evitare che il neonato vada rapidamente incontro a morte.

La castrazione chirurgica e il rischio di malattie legate all’LH nel cane

Nel cane sterilizzato, mancando il feedback negativo degli ormoni sessuali sul rilascio delle gonadotropine, l’LH può arrivare a concentrazioni fino a 30 volte quelle dei cani non sterilizzati. La conseguenza è un aumento del rischio di sviluppare patologie legate alla stimolazione dei recettori dell’LH, presenti in diversi organi.

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