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Cane o gatto obeso: cosa fare e come possono le proteine aiutare a controllare il peso e la condizione fisica?

2020/06/29

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Anche gli animali possono soffrire di obesità e sovrappeso e molti si domandano quale dieta un gatto o un cane obeso debba seguire o come far sì che il cane o gatto obeso possa dimagrire. L’obesità è la malattia alimentare più frequentemente riscontrata dalla medicina veterinaria tra gli animali da compagnia. È prevalente nelle società occidentali e nei paesi industrializzati, dove gli animali sono considerati “membri della famiglia”. Sondaggi condotti a livello globale hanno elaborato i seguenti dati: il 39-59 % dei cani e il 27-58 % dei gatti sono sovrappeso o obesi .Questa tendenza è cresciuta negli ultimi anni. Spesso, quindi, ci si ritrova a pensare, con un gatto o cane obeso, cosa fare e come agire per portarlo a perdere peso.

L’obesità è una condizione correlabile a diversi problemi della salute: maggiore frequenza di malattie osteoarticolari, problemi metabolici (diabete, ipotiroidismo, iperlipidemia, ecc.), malattie del tratto urinario, cutanee, cardiovascolari, respiratorie, maggiore rischio anestesiologico, ecc. Qualsiasi elemento che possa impedire lo sviluppo dell’obesità migliora il benessere, la salute e l’aspettativa di vita di cani e gatti.

In termini di dieta per un cane o gatto obeso, basandosi su una serie di studi, il principio HP-LC (ricco di proteine-povero di carboidrati) offre l’approccio più efficace alla gestione del peso e della struttura fisica dei carnivori addomesticati.

Cosa fare con un gatto o cane obeso? Preferire le proteine quale fonte di energia implica il rapido raggiungimento della sensazione di sazietà. Inoltre, il metabolismo delle proteine aumenta la spesa energetica. Infine, le proteine contribuiscono allo sviluppo della massa magra. Di seguito analizzeremo, punto per punto, i principi per strutturare una dieta per cane o gatto obeso.

 

1 Le proteine favoriscono la sazietà

I padroni razionano raramente gli alimenti per i propri animali. Si fidano del loro autocontrollo, anche se le condizioni ambientali in cui vivono i loro animali da compagnia (convivenza e competitività, stile di vita sedentario, noia, ansia, sterilizzazione, ecc.) alterano significativamente la loro capacità di autoregolarsi.

Un sondaggio britannico ha evidenziato che il 69,5 % dei padroni di gatti ritiene di dover nutrire il proprio animale fino a quando lo stesso continua mangiare.9

Il rischio di obesità nei cani di padroni che li ritenevano avere un “buon appetito” è risultato 3,4 volte maggiore che negli altri.10

La sazietà è indotta da una serie di reazioni neuro-ormonali, causate dall’ingerimento di cibo. A un livello superiore, la sazietà è controllata dall’ipotalamo. Nei carnivori, la sazietà non dipende solo dalla quantità ingerita (volume del pasto e distensione dello stomaco) ma anche dall’equilibrio nutritivo dell’alimento: le proteine sono note per il loro contributo alla sazietà.11 Sembra che le proteine provochino sensazione di sazietà se ingerite oltre la dose strettamente necessaria. Diversamente dall’amido, che fornisce il glucosio direttamente, le proteine in quanto tali non possono essere utilizzate come substrato fonte di energia. Questo spiega in parte perché le proteine saziano più che i glucidi: l’appetito viene ridotto mentre l’organismo “lavora” sulla metabolizzazione delle proteine.12

Variazioni ormonali causate dalle proteine. Trattando in particolare il tema della dieta per gatto obeso, uno studio ha confrontato gli effetti di tre diete (ricca di proteine, grassi e glucosio) somministrate in un periodo di sei settimane a gatti normopeso e obesi.13 La dieta ricca di proteine ha favorito una sensazione di sazietà più rapidamente, ridotto l’assunzione di cibo e prevenuto meglio l’aumento di peso. Questa dieta è altresì collegata al maggiore livello di amilina postprandiale (l’amilina è un ormone pancreatico che inibisce l’assunzione di cibo).

È stato inoltre condotto un ulteriore studio su gatti e relativi cuccioli, dall’inizio della gestazione fino all’età di 9 mesi.14 Gli animali sono stati alimentati con una dieta ricca di proteine o di carboidrati. All’ottavo mese i cuccioli alimentati con dieta ricca di proteine hanno presentato livelli maggiori di recettori della leptina (la leptina è un inibitore dell’ingestione).

Ruolo specifico di alcuni amminoacidi. Alcuni amminoacidi essenziali (lisina, fenilalanina e leucina) possono favorire l’inibizione dell’ingestione se consumati in quantità superiori ai livelli necessari. Anche il triptofano ricopre un ruolo importante: è precursore della serotonina, mediatore della sazietà.12,15,16 Tutti questi amminoacidi sono più frequenti nelle fonti proteiche animali piuttosto che vegetali (Tabella I).17

2 Proteine e spesa energetica

A livelli lipidici costanti, l’equilibrio energetico netto è inferiore se il contenuto proteico è maggiore a scapito del tenore glucidico. Ovvero, a parità di livello di attività, con una dieta ricca di proteine vengono consumate più calorie. Di fatto, contrariamente all’amido che fornisce glucosio direttamente, le proteine non sono utilizzate come substrato fonte di energia nella loro forma attuale. La gluconeogenesi richiede molte calorie.

Hoenig lo ha dimostrato alimentando per un periodo di 8 mesi gatti magri con una dieta controllata mirata al mantenimento del peso. La dieta ricca di proteine (45,2 % CM) ha comportato una spesa energetica maggiore rispetto a quella più povera di proteine (27,5 % CM).18

Wei è giunto alla medesima conclusione con gatti castrati obesi alimentati ad libitum per 8 mesi con diete isocaloriche, una ricca (47 % ME) e una povera (27 % ME) di proteine: la prima ha comportato una spesa energetica totale a riposo maggiore della seconda.19

Di fatto, un livello proteico elevato può semplificare il controllo del peso anche se gli animali ingeriscono più cibo di quanto necessario.

Nei gatti:

• Lavoro di Russel et al, 2002, su gatti castrati alimentati ad libitum: Con una dieta ricca di proteine (52 % ME) assunta ad libitum per 50 giorni, i gatti hanno potuto consumare di più senza aumentare di peso rispetto a quelli alimentati con dieta più povera di proteine (35 % ME).20

• Lavoro di Wei et al, 2011, su gatti castrati obesi alimentati ad libitum: Rispetto a una dieta povera di proteine (27 % ME), quella ricca di proteine (47 % ME), somministrata ai gatti obesi ad libitum per 8 mesi, consente assunzione di cibo ed energia significativamente maggiori, senza effetti rilevanti sul peso corporeo.

Nei cani:

• Lavoro di Hill et al, 2001: Questo studio, condotto su cani alimentati con due diete dal diverso tenore proteico (37 e 24 % ME) per un periodo di 11 settimane, ha evidenziato che, rispetto alla dieta più povera di proteine, ad assunzione energetica simile, la dieta ricca di proteine presenta un significativo effetto sulla limitazione dell’aumento di peso.

L’effetto “booster” delle proteine sul metabolismo ha quindi un impatto positivo e spendibile sul piano pratico: la dieta ricca di proteine consente a un animale di mantenere più facilmente il peso ideale rispetto a una ricca di glucidi.

3 Proteine e massa magra

Lo sviluppo del peso si esprime attraverso variazioni dell’equilibrio tra massa magra e grassa. Alcune razze canine, come i Labrador, hanno per natura più massa grassa di altre; tuttavia, occorre prestare attenzione e assicurarsi che tutti gli animali mantengano una condizione fisica ottimale nel corso dell’intera vita. Per quanto riguarda la dieta per cane obeso o per evitare lo sviluppo dell’obesità è necessario consentire il mantenimento, o favorire lo sviluppo, della massa magra rispetto a quella grassa. Di fatto, il mantenimento della massa magra, principalmente composta da muscoli, richiede più energia di quella grassa.22

Inoltre, la massa grassa funge da isolante, riducendo la dispersione di energia causata dalla regolazione termica. Pertanto, più l’equilibrio massa magra/grassa tende verso la prima, minore è il livello di energia immagazzinata nel corpo.

Per far sì che un cane obeso possa dimagrire o, in generale, nell’ambito della perdita di peso, è ormai noto che un elevato tenore proteico può ridurre o prevenire l’usura dei muscoli nel periodo della dieta per cane obeso.23,27

Meno noto resta il fatto che una dieta ricca di proteine apporta i medesimi benefici negli animali in dieta di mantenimento. L’efficacia di tale dieta nel mantenimento della massa magra è stata tuttavia dimostrata in diversi studi, su gatti e cani.

Nei gatti:

• Lavoro di Nguyen et al, 2004: Uno studio in crossover su gatti alimentati per un periodo di sei mesi con due diete differenti in termini di tenore proteico (52,8 % o 29,7 % CM) ha evidenziato, a parità di assunzione calorica, il mantenimento del peso con significativo aumento della massa corporea nei gatti con maggiore assunzione proteica.

• Lavoro di de Coradini et al, 2011: Nei gatti alimentati con razionamento per 4 settimane e in seguito lasciati liberi di nutrirsi ad libitum per 8 settimane con una delle due diete (46 o 21,5 % CM di proteine), la massa magra ha mostrato tendenza ad aumentare con la dieta ricca di proteine e a diminuire con quella povera di proteine.

Nei cani:

• Lavoro di Wakshlag et al, 2003: Per 10 settimane i cani sono stati alimentati con diete isoenergetiche, variando tenore proteico (12 o 28% ME) e natura delle stesse (vegetali: glutine di mais o animali: pollo).30 Solo i cani alimentati con dieta ricca di proteine animali hanno presentato un aumento della massa magra. I cani alimentati con dieta povera di proteine hanno presentato usura muscolare e un significativo aumento della massa grassa, indipendentemente dalla fonte proteica (farina di glutine di mais o pollo). Inoltre, è emersa una correlazione tra la quantità di glutine di mais contenuta nella dieta e la perdita di massa magra. Ciò è indubbiamente riconducibile alla mancanza di alcuni amminoacidi (lisina, triptofano).

L’equilibrio nutritivo e l’equilibrio della struttura corporea sono quindi correlati: nei cani come nei gatti, anche in assenza di aumento di peso, una dieta ricca di proteine favorisce la massa magra rispetto a quella grassa.

4 Le proteine limitano l’effetto rebound in seguito al digiuno

Dopo una dieta, il gatto o cane obeso rischia il riacquisto di peso o “effetto rebound”, legato al ritorno a una dieta normale in seguito a una dieta di dimagrimento, è un fenomeno ben noto in cani e gatti. Interessa circa la metà degli animali che hanno completato con successo un programma di dimagrimento.31 Più giovane è l’animale, maggiore è il rischio che si verifichi l’effetto.

Come dimostrato da Vasconcellos et al, un elevato livello di proteine alimentari può limitare l’occorrenza dell’effetto rebound in animali obesi che hanno perso peso.27 Lo studio ha esaminato gatti inizialmente obesi che hanno perso peso adottando due diete con diverso tenore proteico (rapporto proteine/calorie 90 o 119 g/Mcal). I gatti sono stati poi monitorati per un periodo di 120 giorni, durante i quali sono stati alimentati con dieta ricca di proteine. Alla conclusione del periodo, i gatti che avevano perso peso con la dieta ricca di proteine riuscivano a consumare il 15% di energia in più rispetto ai gatti di controllo, senza riacquistare peso.

Con una dieta ricca di proteine è dunque più semplice controllare il peso in seguito a un periodo di dieta per cane e gatto obeso.

Conclusioni

Le formulazioni degli alimenti e della dieta per cane e gatto obeso basate sul principio “ricco di proteine-povero di carboidrati” aiuta cani e gatti a mantenere un peso sano e rientra, per gatto o cane obeso, tra i rimedi migliori:

1 Accelerando il raggiungimento della sensazione di sazietà,

2 Stimolando il metabolismo e limitando le conseguenze di un consumo alimentare eccessivo,

3 Mantenendo o aumentando la massa magra, che utilizza più energia: maggiore è la massa magra, più semplice è il controllo del peso,

4 Evitando l’effetto rebound in seguito a una fase di dimagrimento.

Questo tipo di dieta è particolarmente adatta agli animali predisposti all’aumento di peso: cani e gatti sterilizzati, sedentari e/o di razza con un’elevata massa grassa per natura.