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Come minimizzano il rischio di diabete mellito le proteine

2020/06/29

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Cosa può e cosa deve mangiare un cane o un gatto diabetico? Prima di trattare la dieta per cane o gatto diabetico analizzeremo la situazione attuale. Nel corso dell’ultimo trentennio, il numero di cani e gatti diabetici è cresciuto costantemente rendendo sempre più importanti studi sull’alimentazione di gatto e cane diabetico. Nel periodo 1960-70, 1 gatto su 1500 era affetto da diabete, mentre oggi è 1 su 250.1 La prevalenza del diabete mellito aumenta anche tra i cani, pur rimanendo a livelli inferiori, allo 0,34%.2

Il diabete è una malattia a sviluppo lento e, a causa delle sue implicazioni, rende estremamente importante la gestione del cibo per cane o gatto diabetico. La diagnosi è spesso formulata tardivamente in entrambe le specie: verso i 10 anni nei gatti e tra i 5 e i 12 nei cani.2 L’obesità rappresenta un fattore di rischio rilevante: il rischio di diabete è 3,3 volte superiore nei cani obesi e da 3 a 5 volte maggiore nei gatti obesi.2,3 Tra il diabete di cani e gatti si notano alcune differenze: nei gatti, l’80-95% dei casi è legato a insulino resistenza cronica (diabete di tipo II).4 Nei cani l’80% dei casi è dovuto a una carenza di cellule beta pancreatiche, con conseguente carenza di insulina (diabete di tipo I, insulino-dipendente).5

Proprio per questi motivi la dieta per cane e gatto diabetico assume un ruolo centrale e determinante. La prescrizione di un’alimentazione per gatto e cane diabetico dieta ricca di proteine con il contenuto minimo di amido può essere incoraggiata per garantire un miglior controllo dei livelli glicemici negli animali diabetici. 1, 6 Paradossalmente, la maggior parte delle diete di mantenimento per cani e gatti (in particolare per gli animali anziani, più sensibili alla patologia) contengono amido come principale fonte energetica, mentre il tenore proteico è limitato. Non sarebbe meglio adottare la stessa strategia nutrizionale a scopo preventivo negli animali adulti sani, per lo meno alla luce della loro natura carnivora?

La prevenzione del diabete si basa su due obiettivi nutrizionali principali che regolano cosa deve mangiare un gatto o un cane diabetico: è importante mantenere l’animale a un peso ideale e minimizzare l’aumento dei livelli glicemici postprandiali. Alla luce di questi obiettivi, i livelli di grassi e carboidrati assimilabili dovrebbero essere limitati. Le proteine rappresentano dunque la principale fonte energetica.

I vantaggi delle proteine nel controllo del peso sono stati trattati al capitolo 4 (“Come possono le proteine aiutare a controllare il peso e la condizione fisica?”). Di seguito ci limitiamo perciò a discutere solamente gli effetti della dieta ricca di proteine sul metabolismo glucidico.

1 Le proteine contribuiscono a stabilizzare la glicemia nel sangue

Diversi studi su gatti hanno dimostrato che una dieta ricca di proteine riduce l’intensità del picco glicemico postprandiale.

Se un gatto adulto sterilizzato consuma ad libitum una dieta ricca di proteine (proteine: 46 % ME e carboidrati: 27 % ME), o una ricca di carboidrati (proteine: 26 % ME e carboidrati: 47 % ME) con pari contenuto di grassi, il picco glicemico postprandiale risulta significativamente inferiore nel caso della dieta ricca di proteine.7

Lo stesso tipo di risultati è stato osservato nei gatti adulti che hanno consumato quantità controllate di diete ancor più differenti: una dieta ricca di proteine (proteine: 47 % ME e carboidrati: 23 % ME), o una ricca di carboidrati (proteine: 21 % ME e carboidrati: 51 % ME). I livelli glicemici e di insulina sono risultati inferiori nel gruppo con dieta ricca di proteine.8

Il team di Hewson-Hughes è giunto a conclusioni analoghe, dimostrando che una dieta ricca di proteine nei cani contribuisce alla stabilità delle concentrazioni di glucosio e insulina nel sangue.9

Il concetto di indice glicemico

Definizione. L’indice glicemico di un alimento (IG) esprime la capacità di produrre iperglicemia. È uno strumento di misurazione dell’aumento glicemico in seguito all’assorbimento dell’alimento rispetto al livello osservato in seguito all’assorbimento della medesima quantità di glucosio. Il glucosio è il valore di riferimento: il suo IG è 100. Maggiore è l’iperglicemia, maggiore è l’indice glicemico. La misurazione dell’IG di un alimento mira a predire l’impatto dell’alimento sul metabolismo glucidico dell’animale interessato.

Metodi di valutazione. Il metodo convenzionale dell’IG è in vivo, monitorando la risposta glicemica in seguito a un pasto test tramite prelievi di campioni di sangue per determinare il glucosio. Esiste un metodo alternativo: Valutazione IG in vitro. Implica la cromatografia del rilascio di glucosio in seguito a un dato periodo di digestione enzimatica che replica quanto avviene nel tratto digerente (gli enzimi utilizzati sono pepsina, pancreatina, amiloglucosidasi e invertasi).

2 Le proteine contribuiscono a stabilizzare i livelli di insulina nel sangue

L’iperglicemia indotta da un pasto ricco di carboidrati stimola l’eccessiva produzione di insulina da parte delle cellule ß, favorendo così l’insorgenza di insulino resistenza. Una resistenza graduale della sensibilità delle cellule all’insulina è un primo passo verso il diabete mellito.

L’ipotesi è stata confermata nei gatti in diverse occasioni, così come la funzione positiva della dieta ricca di proteine per ristabilire la sensibilità all’insulina.12,13 Hoenig et al. hanno altresì osservato che una dieta ricca di proteine (proteine: 45,2 % CM e carboidrati 24,7 % CM) contribuisce al mantenimento di una buona sensibilità all’insulina nei gatti sterilizzati e magri.14

Anche nei cani la produzione di insulina è inferiore se alimentati con dieta costituita da proteine quale principale fonte energetica, rispetto a una dieta in cui i carboidrati rappresentano la prima fonte di energia. Uno studio condotto su cani da caccia ha rilevato divergenze basate sulla dieta: nei cani alimentati con dieta ricca di proteine (proteine: 49,4 % ME e carboidrati: 13,3 % CM), la produzione di insulina è diminuita, rispetto ai cani nutriti con dieta ricca di carboidrati (proteine: 21,6 % BM e carboidrati: 45 % BM).15

Conclusioni

Possiamo affermare quindi che le diete ricche di proteine e povere di carboidrati sono di grande beneficio agli animali sani, poiché hanno un effetto su tutti i fattori di rischio associati allo sviluppo del diabete, sono sicuramente un’ottima base per stabilire l’alimentazione di cane e gatto diabetico: favoriscono il mantenimento di una buona condizione fisica, riducono l'iperglicemia postprandiale e il fabbisogno di insulina. Consultate il vostro veterinario per definire una dieta per gatto e cane diabetico che possa preservare a lungo la salute del vostro animale domestico.